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Storia 

Fra le ricerche di carattere tecnico delle quali la Sardegna fu oggetto per la valorizzazione delle sue risorse, apparve notevole quella riguardante l'utilizzazione agricola della pianura prospiciente il golfo di Palmas ed il suo immediato retroterra collinare.

La possibilità di valorizzare queste zone risultò, attorno agli anni '30, quando vennero intrapresi i primi studi per la bonifica del Comprensorio del Basso Sulcis ed in particolare sulla costruzione della Diga di M.te Pranu per consentire l'invaso, a scopo irriguo, delle acque del Rio Palmas.

Il problema fu impostato allora sulla trasformazione fondiaria, per migliorare le condizioni della zona, non potendosi prevedere che tale opera avesse un'importanza ancora più rilevante in conseguenza della creazione del centro industriale di Carbonia.

Per procedere al coordinamento delle diverse iniziative sorte con la bonifica e la trasformazione fondiaria del Basso Sulcis, vennero inizialmente costituiti:

Il Consorzio di Palmas Suergiu, con R.D. 11 aprile 1932, per l'irrigazione della pianura sulcitana estendendosi dal mare fino alla quota 26.
Il Consorzio di Narcao, con R.D. 26 maggio 1932 per la bonifica idraulica ed agraria della vallata del Rio Mannu di Narcao e dei suoi affluenti.
Il Consorzio di Serbariu, con R.D. 15 settembre 1932, per la bonifica idraulica ed agraria del Rio S. Milanu ed affluenti e della media valle del Flumentepido.

Questi Consorzi vennero dapprima con RR.DD. 15 settembre 1932 e 12 gennaio 1933, raggruppati in un Consorzio di secondo grado con la denominazione di "Consorzi Riuniti di Bonifica del Basso Sulcis" e successivamente con R.D. 30.11.1939, fusi in un unico Ente, il "Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis"

Attività del Consorzio nel periodo pre-bellico:

In data 20 luglio 1933 fu redatto, a cura del Consorzio, il piano generale di massima della bonifica del Basso Sulcis ed altresì proposta la delimitazione che veniva opportunamente ad includere le zone collinari limitrofe a quella irrigua e a quelle montane sovrastanti al serbatoio di Monte Pranu, contenendolo nella limitata estensione strettamente indispensabile per le necessità della bonifica.

Nel predetto piano di massima veniva previsto:
la costruzione delle opere di sistemazione idraulico-valliva del Rio Palmas, dei suoi affluenti e di altri corsi d'acqua minori;
la costruzione del serbatoio di Monte Pranu, per la regolazione delle piene del Rio Palmas e l'irrigazione costiera del comprensorio, della superficie di circa ettari 7.000;
la costruzione di adeguata rete stradale, l'impianto di fasce frangivento ed il risanamento superficiale dei terreni, tanto nella zona irrigabile quanto in quella asciutta; la costruzione della rete dei canali irrigui.

Il Consorzio iniziò fin dal 1938 l'esecuzione delle opere previste, con le sistemazioni idrauliche e di risanamento della zona irrigua, proseguite poi organicamente secondo il piano generale approvato.

Nel 1938 la fondazione della Città di Carbonia e lo sviluppo di attività industriali nel bacino carbonifero, ricadente in gran parte entro il comprensorio di bonifica, crearono nuovi problemi di carattere economico-sociale, dati dalla massa di maestranze affluenti da ogni parte d'Italia.

Fu perciò riconosciuta la necessità di integrare le opere previste nel comprensorio di bonifica del Basso Sulcis con tutte quelle necessarie a rendere meno inospitale l'ambiente e consentire una esecuzione rapida della trasformazione coordinandone lo sviluppo con quello dell'attività mineraria. Con l'art. 7 del R.D.L. 13.1.1938 n. 12 fu perciò autorizzata la concessione all'Azienda Carboni Italiani delle opere di bonifica interessanti il comprensorio.

Sin dall'immediato dopoguerra, quindi, l'A.Ca.I., in collaborazione col Consorzio, indirizzò, fra l'altro, la sua attività verso la realizzazione delle opere di bonifica programmate, fra le quali merita particolare menzione la costruzione del serbatoio di Monte Pranu.
I finanziamenti relativi furono ottenuti dal competente Ministero dell'Agricoltura che in parte assegnò a tale scopo fondi del Piano E.R.P.

Opere di competenza privata eseguite dal Consorzio:

Fin dal 1936 il Consorzio, allo scopo di creare un'azienda patrimoniale di sufficiente estensione che dovesse servire da esempio ai proprietari nella fase iniziale della trasformazione, secondo criteri di sana e moderna tecnica agraria, costituì l'Azienda Agraria di San Giovanni Suergiu di Ha. 400 circa dei quali oltre 300 accorpati.

Negli anni 1936-37 il Consorzio, in armonia con gli intendimenti delle Superiori Autorità, provvedeva alla costruzione di n. 16 case coloniche alle quali aggiunse una doppia, più vari fabbricati rustici facenti parte di un'azienda acquistata nel 1938.

Iniziò quindi la trasformazione dei terreni stessi risanandoli ed avviandoli a coltura asciutta, nell'attesa di poterli trasformare con l'irrigazione quando si fosse realizzata la costruzione del serbatoio di Monte Pranu.

Sopraggiunta la guerra e con questa la stasi di tutte le iniziative, l'azienda del Consorzio si limitò alla conduzione, sempre a coltura asciutta, dell'Azienda Agraria di San Giovanni fino a quando, in relazione all'inizio della costruzione del serbatoio di Monte Pranu da parte dell'A.Ca.I., nel 1947, venne elaborato e realizzato un impianto di derivazione sperimentale usufruendo delle acque di magra del Rio Palmas.

Tali opere, consentirono la sperimentazione di metodi e colture irrigue, permettendo la raccolta dei primi elementi indispensabili per lo studio dei piani di trasformazione fondiaria nel comprensorio irriguo.
In base alle prime esperienze acquisite nei campi sperimentali sopracitati, il Consorzio predispose la progettazione del 3°; Lotto delle opere di miglioramento fondiario consistenti nella sistemazione irrigua della zona appoderata facente parte dell'Azienda sperimentale, per l'estensione di Ha. 300 circa.

Lo studio e la successiva attuazione di tale progetto furono particolarmente laboriosi dovendosi superare delle difficoltà tecniche imprevedibili dal momento che in Sardegna non esisteva altra sistemazione simile.

La Cassa per il Mezzogiorno nell'intendimento di accelerare il più possibile l'opera di integrale trasformazione della parte irrigua del comprensorio, invitò il Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis ad istituire un primo Distretto di Trasformazione Integrale per il completamento delle opere pubbliche e l'esecuzione delle opere di competenza privata atte ad assicurare la trasformazione fondiaria-agraria della superficie complessiva di Ha. 1.100.

Il Consorzio si accinse subito allo studio del progetto e sebbene si siano presentati a volte dei problemi di particolare difficoltà, questi furono superati, sia per l'esperienza acquisita nell'azienda agraria patrimoniale ormai completamente sistemata e sia per l'efficace opera di persuasione svolta tra i proprietari consorziati, interessati alla realizzazione del Distretto medesimo.

Azienda Sperimentale:

Tutto il pianto di trasformazione della zona irrigua studiato ed avviato così efficacemente è stato reso attuabile basandosi sui risultati sperimentali ottenuti in precedenza e che hanno fatto orientare le direttive da imporre alle aziende private sull'indirizzo zootecnico-cerealicolo.
Il Consorzio, per meglio dimostrare praticamente ai privati proprietari la possibilità e convenienza della trasformazione, ha organizzato una azienda consorziale ad indirizzo prevalentemente zootecnico, sperimentando contemporaneamente varie colture di interesse industriale da avvicendare con le foraggere.

Utilizzando gli impianti irrigui, ormai in efficienza, essendosi venute a creare le condizioni favorevoli allo sviluppo di una adeguata industria zootecnica, imperniata sul bestiame pregiato da reddito, il Consorzio nell'autunno del 1952 venne nella determinazione di acquistare in Olanda un congruo numero di bovini selezionati di razza pezzata nera.
Nell'anno 1958 la stalla centrale del Consorzio, tenedo conto anche dei capi allevati tra quelli nati in azienda, risultava costituita da N. 202 capi complessivi.




 

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